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25 Novembre: Lettera  aperta alla presidente della camera On. Laura Boldrini

On. Presidente della Camera dei Deputati,

ci rivolgiamo a Lei in quanto ci è nota la sua sensibilità nei confronti del drammatico fenomeno della violenza di genere. Sappiamo che il prossimo 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Lei incontrerà le responsabili di alcuni dei Centri antiviolenza che operano sul territorio nazionale, immaginiamo per avere migliore contezza della ricaduta che la presenza dei C.A.V. ha sulle vittime di violenze in termini di supporto piscologico, legale e logistico.

Anche nella nostra cittadina, Caltanissetta, esiste un Centro Antiviolenza. “Galatea onlus e Il Tulipano”. Il Centro antiviolenza è stato inaugurato in via ufficiale nel capoluogo nisseno lo scorso 8 marzo, ma in realtà è operativo sul territorio dal 2014 con due numeri di telefono attivi h24 (3801929687 e 0934.551010)

Il team delle volontarie, circa quindici tra psicologhe, avvocate, assistenti sociali e medici, segue ormai un centinaio di casi di donne vittime di violenze, per lo più di natura psicologica oltre che fisica, che hanno deciso, costrette dagli eventi, a denunciare il loro partner e si sono rivolte alle Forze dell’ordine, Polizia di Stato e Carabinieri, che a loro volta le hanno indirizzate al Centro. Sono per la maggior parte donne di origine italiana, in una fascia d’età compresa tra i 15 e i 65 anni, con un titolo di studio, per lo più diploma, ma spesso senza un’attività lavorativa e quindi non autonome dal punto di vista economico.

Le operatrici del C.A.V, oltre a fornire loro aiuto psicologico e legale, cercano pertanto di inserirle nel mondo del lavoro grazie alle borse lavoro semestrali, che danno loro un minimo, anche se temporaneo, di indipendenza economica.

La sede del C.A.V è un comodo appartamento sito in una via centrale della città e dato in comodato d’uso dall’amministrazione comunale alle due associazioni responsabili del Centro, Galatea onlus e Il Tulipano, che hanno provveduto a ristrutturarlo e renderlo così accessibile all’utenza.

Il problema ricorrente, Gentile Presidente, è che i finanziamenti, da ottenersi tramite appositi bandi regionali, non solo arrivano a singhiozzo e a distanza di tempo gli uni dagli altri, ma, secondo recenti disposizioni legislative, le somme occorrenti devono essere anticipate dagli stessi operatori del Centro senza alcuna garanzia sui tempi e le modalità di restituzione.

E’ evidente che ciò crea non pochi disagi a chi, a titolo gratuito, dedica buona parte del suo tempo ad aiutare donne in gravi difficoltà che hanno trovato, dopo anni di sorprusi, la forza di dare un taglio alla loro relazione col partner violento e di far camminare la propria vita su diverse rotaie.

Ci risulta inaccettabile, Presidente, l’idea che ancora oggi, nonostante la gravità e l’intensità dell’evento e il gran parlare che se ne fa a tutti i livelli, da quello politico a quello dell’informazione, si è costretti ad “elemosinare” le somme necessarie per scongiurare la chiusura di un Centro, che non solo ha richiesto anni di fatica e sacrifici per poter essere istituito, ma che peraltro risulta essere l’unico sul territorio nisseno.

Altro problema che in Sicilia toglie dignità al nostro lavoro e alla donne che si rivolgono alla rete Antiviolenza, è la mancata definizione delle rette nelle case d’accoglienza, che costringe a mercanteggiare per ottenere dai comuni  il pagamento di rette congrue per le ospiti senza minori.

La politica nazionale, regionale e locale dovrebbe provvedere, a nostro avviso, non a favorire la creazione di ulteriori Centri che andrebbero a sovrapporsi a quelli già esistenti e neanche a sollecitare l’apertura di altri Sportelli antiviolenza, ma provvedere a far in modo che i Centri già esistenti come il nostro possano trovare, grazie anche e soprattutto alla presenza di una solida rete tra gli enti e gli organi istituzionali di competenza, una loro stabilizzazione economica e sopravvivere nel tempo, così da far lavorare serenamente le operatrici e dare continuità ad un servizio che al momento, in base ai risultati ottenuti, sembrerebbe l’unico in grado di supportare concretamente chi nella vita non ha avuto la “fortuna” di trovarsi a vivere accanto ad una persona che ti vuole amare, ma semplicemente “possedere come un qualunque oggetto”.

Certi di trovare in lei una interlocutrice sensibile e attenta alle problematiche sopra espresse, la ringraziamo in anticipo per la eventuale risposta che vorrà darci e le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

 

                    IL COORDINAMENTO NISSENO CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

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