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Ars, al voto il ddl sui revisori dei conti. Figuccia: “più meritocrazia, i nostri figli non sono biglie da estrarre a sorte”

 

 “Il collegio è un organo di garanzia che controlla la regolarità contabile e amministrativa degli enti, relaziona sulla conformità del bilancio preventivo e di esercizio e la cui scelta deve passare per criteri altrettanto ancorati a regimi di trasparenza e di competenza. Pertanto, sulla scelta dei revisori dei conti ribadisco come dobbiamo dare un senso alle nostre scelte e lanciare un messaggio edificante ai nostri figli – a dirlo è Vincenzo Figuccia deputato dell’Udc all’Ars e leader del movimento Cambiamo la Sicilia che prosegue – quei figli che sognano di studiare, specializzarsi, approfondire le loro conoscenze e che tutto si aspettano fuorché divenire biglie da sorteggio in balia della sorte. Mentre alla Regione è necessario potenziare l’azione di controllo, altra questione riguarda il rapporto tra controllante e controllato che coinvolge gli enti locali.

L’ultima proposta dei Cinquestelle che fa appello alla normativa nazionale, vuole espropriare il governo regionale circa la sua giurisdizione sulle nomine, prevedendo l’estensione dell’estrazione anche alle partecipate regionali. Tuttavia, questi ignorano che la legge nazionale contempla il ricorso al sorteggio solo per gli enti locali e non prevede estensione alcuna di tale metodologia anche per la Regione. Per le nomine nelle partecipate, va detto infatti, che tutti gli enti con profili giuridici di società per azioni e società consortili rientrano nella disciplina civilistica.  Bisogna quindi rispettare la normativa nazionale ovvero quella codicistica.

Infine, appare in ogni caso opportuno attenzionare bene il numero degli incarichi e le designazioni. Infatti l’eventualità di un sorteggio su base provinciale non prenderebbe in considerazione la proporzionalità delle opportunità per i nostri revisori che verrebbero danneggiati in chanche.

L’idea di estrarre a sorte queste figure di garanzia  cozza con le aspirazioni profonde della meritocrazia e di chi scommette sulle proprie capacità dopo i tanti sacrifici di una vita.

In funzione delle considerazioni della commissione di merito e del suo presidente non ci sono le condizioni perché questo testo venga discusso in aula. Chiedo dunque al Presidente dell’Assemblea, di rinviare il testo alla commissione di merito per riaprire il confronto e le opportune audizioni sentito l’assessore al ramo”.

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