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Autonomia differenza? “Parliamone”. Domani un incontro al Wagner

di Gioacchino Bosco

Autonomia differenziata? Un tasto dolens che sta facendo indisporre molte regioni del Sud e i suoi stessi amministratori ai quali ad oggi, non sarebbe dato conoscere i dettagli di una bozza presto al vaglio del voto parlamentare e stretta tra le mani di qualche ministro. In questo clima di generale perplessità, ieri l’Assemblea regionale siciliana ha approvato all’unanimità un ordine del giorno congiunto, espressione finale del dibattito di questi due giorni sul tema.

Il testo, impegna la Giunta regionale a chiedere al governo nazionale che una quota dei fondi destinati allo sviluppo infrastrutturale sia destinata agli investimenti nelle regioni del Sud, e di sospendere il processo di stipula delle intese con il Veneto, la Lombardia, l’Emilia Romagna, “finché non siano definiti i livelli essenziali delle prestazioni che riguardano i diritti civili e sociali da garantire sul territorio nazionale”.

Tutti a parlarne, anche perché quando si parla di autonomia, il siciliano si sente chiamato in causa e ha l’autorevolezza di dire qualcosa. Ce l’ha nel sangue, insomma.

Perplesso, molto perplesso il deputato dell’Udc Vincenzo Figuccia: “Nella bozza, l’autonomia in discussione – si legge in una nota – prevede il trasferimento di una sfilza di competenze dallo Stato a Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna e, quindi, anche delle risorse per gestirle. Le Regioni predatorie mirano ad trattenere i 9/10 delle tasse. In pratica, se il Veneto o la Lombardia riusciranno a spingere definitivamente sul principio di calcolo delle risorse in base al Pil, i nove decimi del gettito fiscale andranno al Nord; al resto del Paese resterà solo un decimo. Siamo di fronte ad un disegno che dovrebbe essere bocciato dalla Corte Costituzionale, perché demolisce il principio di sussidiarietà e acuisce il gap tra Nord e Sud, dove il tasso di disoccupazione è tre volte quello del Nord mentre il rischio di cadere in povertà è triplo rispetto al resto del Paese”.
Dubbi, perplessità e voglia di parlarne. Lo stesso Figuccia ha convocato un tavolo per una lezione ad hoc alla sua scuola di formazione politica. Domani, venerdì 22 alle ore 15:00, presso l’hotel Wagner di Palermo, l’incontro “Meridionalismo, regionalismo differenziato, vocazione turistica della Sicilia e presidenzialismo nella nuova globalizzazione”, vorrà indagare sulla possibilità di una sintesi tra spirito unitario e autonomista forse, ancora possibile per il nostro Paese.

E allora sull’autonomia, l’appello va a tutti i siciliani perché se ne parli. A scuola, a tavola, al bar o dal barbiere. Parlarne non fa mai male, già oggi, magari dopo aver commentato da buoni appassionati, i risultati della Champions League.

 

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