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Frati Minori Rinnovati, a Corleone le tre fraternità unite in ritiro  

di Gioacchino Bosco

Oggi, a Corleone, presso l’Istituto delle suore francescane di Santa Chiara si sono riunite le tre realtà laiche dei Frati Minori Rinnovati: Palermo, Ciminna e Roccapalumba. Un ritiro spirituale che di fatto, nonostante i precedenti incontri nelle opportune sedi, ha aperto le danze dell’anno formativo nel segno dell’unità, dopo la solennità di San Francesco celebrata lo scorso 4 ottobre.

La predicazione è stata tenuta in mattinata da Fra Bernardino, già assistente spirituale della fraternità secolare di Palermo che durante la catechesi ha sviscerato la preghiera francescana “dell’Alto e Glorioso Dio” partendo da un brano biblico. In quanto segue, proviamo a tracciarne gli elementi salienti.
La tua fede non è fede se non si incontra con questa preghiera – dice il frate che inizia a porre interrogativi alla platea in ascolto – Cosa oggi ti è difficile accettare? Perché ti fa ribrezzo? Ti ritrovi nella situazione di Francesco che nel bacio del lebbroso scoprì nuove possibilità per dare una svolta decisiva nella sua vita? A cosa serve l’evento di Dio nella tua vita? La sofferenza ti indica dove sei, a che punto sei nel tuo rapporto con Dio?

Francesco è totalmente disponibile a Dio. Per questo a San Damiano, si prostra davanti al crocifisso che gli parla : “va e ripara la mi casa che come vedi va tutta in rovina”. Ecco il mandatum, il comandamento di Dio.
La figura del Cristo – prosegue il sacerdote – dominò tutta la vita del Santo. Non ci sono forse situazioni nelle quali una parola ti ha colpito in modo particolare? C’è nella tua vita una parola che ti ha trasformato e che oggi ti fa stare qui? 
Il lebbroso e il crocifisso cambiano la vita di Francesco. Ricorda che davanti a certi eventi, l’unica risposta è il crocifisso. E poi con un verso, davanti ai circa duecento terziari chiosa: “Dio dà ed ispira, Francesco ascolta e obbedisce”.

“O alto e glorioso Dio”

“Ecco l’incontro con l’altezza di Dio nella croce e nella mangiatoia.
Davanti ai tuoi problemi verso che cosa guardi?
Oggi c’è un applauso continuo alla debolezza e a restare nella debolezza. Se hai accolto Cristo non ti lasci inchiodare dalla mediocrità ma vai oltre”.

“Illumina le tenebre de lo core mio”

“Il cuore è il sacrario della coscienza. “Convertimi!” – è la preghiera del Santo di Assisi. E noi, come preghiamo? Spesso ci sentiamo a posto. So tutto e ho capito tutto è il nostro slogan. Un modo per aprire la porta al demonio che educato, ti chiede il permesso di entrare nella tua vita. Quante volte sentiamo dire: “Ma che male c’è?” Abbiamo una mentalità troppo mondana. 
Ecco che in questi difficili equilibri della quotidianità, entrare nella Sua Luce è importante per guidare la nostra vita”.

“Dame fede dricta, speranza certa, carità perfecta”

“Quanti di noi cattolici non portano più la croce al petto?
Davanti alla croce, Francesco, riconosce le tenebre del suo cuore e si abbandona al Cristo. Un’anima grande chiede e crede cose grandi e lui cosa chiede? fede, speranza e carità. 
L’uomo, infatti, si realizza e cresce se ama ed è amato. Nella preghiera, si può percepire il desiderio di restare fedeli alla propria fede. Oggi, purtroppo, siamo soggetti a molte tensioni ma non basta chiedere il perdono, è necessario convertirsi”.

“Sennò e cognoscemento”

L’uomo di fronte a Dio è un mendicante che chiede la conoscenza della Sua volontà. Essere nello spirito di Francesco per essere nello spirito di Cristo.

“Che io faccia lo tuo santo e verace comandamento”

Il volere santo del quale Francesco non osa dubitare. Noi invece mettiamo le mani avanti. 
Molti di noi siamo nella situazione del giovane ricco: ci vantiamo ma non stiamo seguendo Gesù. 
“Lascia tutto quello che ti fa schifo e rimettilo a me” – dice Gesù. Quali sono i tuoi mantelli, le tue sicurezze che dovresti vendere? 
Con quale atteggiamento ti metti a servizio dei poveri e degli altri?

Infine conclude: “Non siamo cristiani se non c’è costanza, continuità nel chiedere conversione. Che questa parola ci aiuti ad impostare in modo tutto diverso il nostro rapporto con Dio”

Gli interrogativi e gli spunti di riflessione sono poi rafforzati poco più tardi, dalla Santa Messa celebrata dal servo generale dell’Istituto FMR fra Pio della Resurrezione che durante l’omelia ha sottolineato la necessità di lasciare il mantello e le nostre sicurezze come fece il giovane cieco Bartimeo che ottenne il miracolo da Cristo perché consapevole che davanti a lui non si hanno diritti ma doni ottenuti per grazia ricevuta chiedendo pietà.

Nel pomeriggio poi, Giulia Iudica, Ministro delle tre fraternità, dopo aver tracciato le linee generali, ha tenuto l’ultima catechesi: “Rallegratevi ed esultare sempre e la pace di Dio sarà con voi”. Dio non ci vuole tristi e paralizzati”
Il Ministro ci ha poi lasciato il suo pensiero: “sono veramente felice della giornata di fraternità vissuta insieme. Dio opera in ciascuno di noi donandoci pace, gioia ed unità” 

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