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Opcer, gli ex dipendenti: “com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire”

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta degli ex dipendenti nella quale invocano la giustizia della magistratura, vittime, come essi stessi si definiscono, per il trattamento dell’Arcivescovo Lorefice e del suo Vice Presidente avv. Sigillo’.

“Non si vede luce in fondo al tunnel per gli ex dipendenti dell’Opera Pia Ruffini – scrivono – beffati anche dalle possibilità di accedere alla pensione né per l’opzione donna, né per la quota 100 e neanche per l’Ape Social, perché non hanno maturato la Naspi. Ricordiamo che la Naspi non è stata concessa dall’Inps perché non spettante ai lavoratori del pubblico impiego.
Mons. Lorefice come ha potuto ridurci in questo stato? Da quale mente è stata partorita un’azione cosi’ devastante? L’unica colpa che abbiamo è quella di non aver accettato il ricatto del cambio di contratto da pubblico a privato.
Siamo nelle mani dei giudici in attesa imminente della loro pronuncia su questa vicenda dai contorni, a nostro pensare, inquietanti. Siamo pubblici dipendenti, abbiamo vinto dei concorsi pubblici e lo dichiara anche il CdA che l’Opcer è una pubblica amministrazione nei modelli Unilav e allora il licenziamento è illeggittimo?”

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