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Palermo: Pranzo di Capodanno alla Parrocchia Gesù Sacerdote per 70 bisognosi

Quando il Vangelo prende forma

Ieri, nel primo giorno dell’anno, più di 70 bisognosi e senza fissa dimora sono stati accolti presso l’aula Giovanni Paolo II della parrocchia Gesù sacerdote in un clima di festa. L’evento è stato fortemente voluto dal Parroco Antonino Vicari e dai genitori di Riccardo Guliti, il piccolo angelo “salito in cielo” due anni fa.

Ed è proprio Riccardo, il chicco dorato nascosto, il seme di questo piccolo-grande frutto che per la seconda volta fiorisce nella parrocchia di Borgonuovo dove nel giorno di Capodanno, i tavoli, il tovagliato, i profumi, i sapori, si vestono a festa per la nobile iniziativa. Nel cuore di una giornata dove lo spirito natalizio della beneficenza spesso scema, per dare spazio ai festeggiamenti in famiglia, tra gli ennesimi regali e gli ultimi panettoni speranzosi di essere aperti. È l’indole umana, che troppo spesso cerca di rinchiudere in recinti temporali lo spirito della solidarietà e dell’attenzione reciproca. Ma questa propensione antropologica è stata diroccata proprio ieri, dove i volontari non hanno avuto altro che 70 vite da coccolare e di cui prendersi cura.

Scomodo forse, mettersi il grembiule anziché giacca e cravatta, ancor più comodo servire anziché essere serviti, amare e guardare ai bisogni di chi magari non hai mai incontrato precedentemente se non nel Pranzo di un giorno, il primo dell’anno, dove nel frattempo tra le finestre delle case si intravede, tra la voglia di fare festa, l’egoismo di un equilibrio familiare dimentico di chi sta al freddo e al gelo. Il 2019 è arrivato così, bello e caldo per questi indigenti e magari chi lo sa, il volontariato, le associazioni, i comitati e le famiglie, potranno sperimentare che donarsi sempre, è ricevere, che perdere la vita è guadagnarla e che la povertà, è un’occasione meravigliosa per chi sta bene per fare del bene.  Il resto, dovremmo impararlo da qui: “ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi (Mt 25,35)”

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