Sanità, la denuncia di Figuccia: “Caos insopportabile nei prontosoccorso e i siciliani rinunciano alle cure”

“I nostri ospedali sono un purgatorio terrestre che vede concentrare sofferenze su sofferenze – è quanto dichiara il deputato dell’Udc all’Ars Vincenzo Figuccia che nella nota prosegue – non è tollerabile che la gente dopo il triage, sia stipata per giorni ad ogni angolo dei locali, su barelle di fortuna, accostate vicino a quadri elettrici come ho visto, senza potersi lavare. Un degrado igienico-sanitario aggravato dall’impossibilità per gli sventurati che arrivano nelle più disparate condizioni, anche semplicemente di riposare, giacché soggiacciono sotto le luci e tra i richiami continui degli squillanti microfoni che avvisano l’utenza.

Giorni di attesa snervante con l’auspicio che si liberi un posto d’onore tra i reparti e si possa finalmente salire ai piani. In generale le strutture ospedaliere della regione, ma l’ospedale Cervello su tutti, va rivisto complessivamente nell’organizzazione dei locali destinati a pronto soccorso. Aggiungo che una recente indagine dell’Istat evidenzia che nel Sud d’Italia un numero di persone, sempre più in aumento, oltre il 13%, decide di rinunciare a curarsi, a differenza del Nord dove la percentuale è notevolmente più bassa. Si conferma così, anche in questo campo tra i più sensibili, un divario con gravi risvolti etico-sociali.

Non soltanto ragioni di carattere economico che rendono reticenti i siciliani verso le cure ma la stessa idea in un momento di bisogno, di raggiungere un Pronto Soccorso è vissuta come un incubo, al punto da ritenere che se esiste l’inferno, non dovrebbe essere molto dissimile da queste situazioni che ognuno ha avuto modo qualche volta di constatare personalmente.
Passare poi dal pronto soccorso al ricovero è un vero e proprio percorso ad ostacoli che, alla fine, appare talmente snervante che molti decidono di lasciar perdere.
A pagare il prezzo di questa, spesso drammatica, realtà sono i cittadini meno abbienti, privi di possibilità di accedere alle strutture private, ma pagano un prezzo anche i medici e gli altri operatori sanitari, che sono poi il terminale diretto di questa situazione contro cui si scarica ingiustamente ed erroneamente la rabbia, e purtroppo spesso non solo a parole, dei cittadini.
Pertanto, nelle prossime ore – conclude – interrogherò l’assessore alla Sanità Ruggero Razza per conoscere le iniziative del governo in ordine al caos e all’idoneità dei locali dei pronto soccorso siciliani”

Raccomandati per te

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.