Messina, De Luca e Figuccia contro il mostro Caronte

di Gioacchino Bosco

Lo scenario sullo Stretto ai tempi del Covid-19

Come in uno scenario dantesco, lo stretto di Messina, quello che la mitologia affida al dominio di Scilla e Cariddi, è in queste ore il lembo più rovente d’Italia. Sta divampando infatti la protesta da Palermo con il deputato regionale Vincenzo Figuccia a Messina con il sindaco Cateno De Luca che denunciano a voce alta l’esodo 3.0 della scorsa notte.
Contro il traghettatore delle anime che da Villa San Giovanni spera in tutti i modi di approdare in terra di Sicilia, si scagliano il parlamentare regionale e il primo cittadino della città, entrambi non proprio avvezzi al politically correct. Simbolo di questa battaglia che è diventata presto una questione di principio per i tanti siciliani rimasti a casa, è diventata una vecchia Renault 4 color cammello in pieno assetto vacanziero anni 70 fotografata a bordo del vascello. Una breve corsa quella del vecchio abitacolo a quattro ruote straripante di suppellettili, fermato dalla polizia municipale di Messina poco dopo la traversata di fortuna.

Sulle rispettive pagine Facebook Figuccia e De Luca annunciano maniere forti criticando l’inerzia del Ministro degli Interni che nelle ultime ore con apposita ordinanza congiunta con il Ministero della Salute aveva vietato ogni spostamento da comune a comune se non per motivazioni indifferibili. E invece quasi in sordina stanotte si è consumato il terzo esodo in piena emergenza sanitaria verso la Sicilia. Così i due big siciliani già compagni di partito all’Ars dicono di essere pronti ad incatenarsi sul molo di Messina per evitare che nelle prossime ore possa ripetersi quanto già accaduto. Nel frattempo dalle  prefetture tutto tace. Riusciranno dunque i due eroi a sconfiggere Il temibile traghettatore Caronte e a rispedirlo sull’altra sponda?

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