5G, presentata la mozione: “I Comuni si dovranno dotare di regolamenti che minimizzino i rischi”

di Gioacchino Bosco

PALERMO –  “Utilizzereste un farmaco senza che questo sia stato testato?  – esordisce così Vincenzo Figuccia promotore della conferenza stampa a Palazzo dei Normanni che prosegue – ritengo che ad aver voce sul tema debbano essere gli esperti e di riflesso i cittadini. Nessun oscurantismo da parte di coloro i quali sollevano legittime perplessità e vogliano aprire un dibattito sul tema. Personalmente, sono tra quanti desiderano sapere fino in fondo se questa nuova tecnologia sia realmente pericolosa per la salute dei cittadini. E fa specie che nei consigli comunali, Palermo in testa, questo dibattito non sia ancora arrivato e che quasi in sordina, si stia procedendo verso la proliferazione delle antenne in questione. Chiediamo un approfondimento perché al centro di tutto sia posto il principio di precauzione tenendo conto delle perplessità già lanciate da ben 180 scienziati di tutto il mondo. Per queste ragioni – afferma Figuccia – come gruppo parlamentare, abbiamo presentato una mozione che impegna il governo regionale nel sollecitare i Comuni a dotarsi di regolamenti che minimizzino i rischi per la salute dei siciliani ”

Interviene poi il dott. Giorgio Ciaccio “Questo bombardamento continuo agevola o sovverte la crescita dell’uomo e della natura? È certamente vero che le nostre cellule dialogano a mezzo di frequenze e ci chiediamo se la velocità della quinta generazione possa alterare un simile equilibrio. Nessuno vuole procedere Sic et simpliciter ma vale la pena interrogarsi ed interrogare”.

L’avvocato Giuseppe Cannizzo chiosa: Manca un’adeguata informazione. Tanti sono i timori che vengono dalla comunità scientifica su questa tecnologia che inevitabilmente rivoluzionerà la nostra vita e che di fatto viene imposta senza alcun consenso dei cittadini che ne sono i diretti fruitori. Una semplice operazione commerciale tra gli Stati  perfezionata all’insaputa della popolazione. La legge prevede che i Ministeri debbano coinvolgere tutti i cittadini rispetto all’introduzione di nuove tecnologie. Ci chiediamo – conclude Cannizzo – quali normative siano  state osservate per l’istallazione delle antenne così come è avvenuto a Palermo dove ci ritroviamo con ben 55 istallazioni già avviate”

A chiudere la capogruppo dell’Udc Eleonora Lo Curto: “È possibile fermare il progresso? Siamo il frutto dell’evoluzione ma questo inarrestabile processo mette sempre al proprio centro l’uomo e la sua sacralità? La salute delle comunità e dei cittadini dovrebbe una recente lezione per l’umanità ma pare che facciamo in fretta a dimenticare. Per cui, siamo più che favorevoli all’idea di accendere i riflettori sulla questione chiedendo tutti gli approfondimenti del caso”

 

 

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