Seus, Figuccia: “Più rispetto per il personale”

“In un momento surreale in cui la Regione Siciliana si ritrova senza assessore alla Sanità e tra meno di due mesi scadrà il Cda della Seus con approvazione del bilancio relativo al triennio 2018-2020 entro il 30 giugno e che vedrà decadere il presidente Croce e l’intero Cda, gli operatori del 118 e i cittadini tutti si pongono alcune domande – a dirlo è Vincenzo Figuccia deputato della Lega all’Ars e coordinatore provinciale del partito che prosegue – alla base di questa condizione stanno le ragioni che hanno portato i dipendenti tutti sindacati compresi, a scendere in piazza venerdì 16 dalle ore 9 sotto la Presidenza della Regione. Già in finanziaria sono intervenuto chiedendo al governo di procedere sul piano amministrativo con gli impegni che erano stati definiti nella precedente finanziaria e che prevedevano l’inserimento di risorse aggiuntive per determinare un bonus agli operatori del 118.

Nella prima fase si era parlato di mille euro al mese, in una fase successiva si era fatto riferimento ad un accordo per una somma una tantum ma oggi la certezza è che queste risorse non sono mai state erogate. Chiedo quindi, insieme a tutti gli operatori del 118 che vengano effettivamente destinate queste somme. Inoltre, gradirei spiegazioni circa il fatto che quest’ anno, con decreto del 21 dicembre 2020, sono stati stanziati oltre 4 milioni di euro per le centrali operative di urgenza della Seus rispetto alle quali non si conosce neanche quali siano le ragioni dello stanziamento unitamente alla loro destinazione.
A rendere ancor più assurda la situazione è che nel vuoto istituzionale dell’assessorato alla Sanità, sono state fatte delle progressioni verticali e orizzontali in seno alla società, con il passaggio di livello di alcuni dipendenti circa una decina, a far data dall’8 di aprile.
Scelte che hanno visto aumentare i livelli di inquadramento con le conseguenziali progressioni economiche e relativi aumenti di stipendio senza che venissero convocati i sindacati. In un momento così difficile di pandemia sarebbe stato più opportuno agire diversamente e l’etica avrebbe imposto ragionamenti diversi. Basta parlare di ‘eroi’, gli operatori del 118 chiedono semplicemente rispetto”.

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